sábado, 23 de abril de 2011

Essere segno visibile, credibile e significativo del Cristo Risorto


Oggi celebriamo la risurrezione del Signore. La festa della Pasqua è la più importante di tutto l’anno liturgico. È una festa in cui siamo invitati a diventare i “segni visibili, credibili e significativi di Cristo Risorto nell’ambiente dove ci tocca convivere con gli altri.

Il vangelista Giovanni ci racconta il giorno della risurrezione valendosi da un insieme di segni, sarebbe interessante soffermarci su ognuno…ma il tempo non ci permette…e quindi mi permetto soltanto di elencare per poi sottolineare qualcun.

Il racconto comincia dicendo…
-       Il primo giorno della settimana: centralità della domenica
-       Quando ancora era buio…si tratta del grande mistero di un Dio che muore per amore.
-       Hanno trovato che la pietra era stata tolta…Gesú risorge per la potenza dello Spirito di Dio Padre.
-       E il sepolcro vuoto… no era meglio che Gesù apparisca di maniera spettacolare?
-       Maria di Magdala corse da Pietro per portare la Buona novella (colui che a negato 3 volte a Gesú) e Giovanni (il discepolo amato)
-       Pietro e Giovanni corrono al sepolcro dopo di ricevere la notizia (Pietro: piú lento, e Giovanni piú veloce).
-       Giovanni arriva per primo ma non entro nel sepolcro…perché?
-       Pietro giunse in ritardo e fu lui che entro per primo nel sepolcro
-       Pietro osservo i teli e il sudario avvolto in un luogo a parte…
-       Giovanni entro posteriormente: vide e credette che Gesú ha risorto.

Da questi insieme di segni ne prendo qualcun per elaborare la mia riflessione:

1-    Gesù risorto è pieno di potenza: “…la pietra era stata tolta dal sepolcro”.

La risurrezione di Gesù è potenza poiché ci concede la remissione dei nostri peccati. Infatti, con la sua passione egli ci ha ottenuto il perdono di tutti i nostri peccati, anche quelli più gravi. La vita di Cristo ci trasforma interiormente. Non viviamo più semplicemente al livello umano, ma abbiamo in noi un germe di vita nuova che ci trasforma e ci rinnova con la grazia e la potenza della risurrezione.

2-    Il Sepolcro vuoto

Il brano del Vangelo di Giovanni che appena abbiamo ascoltato in questo giorno della risurrezione non ha come protagonista il Risorto…ma il sepolcro da Lui lasciato vuoto.

Non vi sembra estraneo tutto questo? Noi che veniamo proprio per fare festa e celebrare la Risurrezione di Gesú…ma il Risorto non c’è…soltanto ci troviamo con i segni…allora cosa il vangelista vuole trasmetterci con questo racconto?

3- Giovanni arriva per primo, ma non entrò, fu “Pietro che entrò nel sepolcro”

L’evangelista fa notare che Giovanni, pur correndo più veloce e arrivando prima è pieno di rispetto per Pietro, lo considera veramente come il capo degli apostoli; perciò non entra subito nel sepolcro, ma fa entrare prima Pietro.

La comunità cristiana non è un insieme di persone che convivono anarchicamente, cioè dove ciascuno dei membri si crea delle regole di maniera autonoma e libera senza nessun riferimento, precludendo ogni forma di animazione e gestione in comune. San Paolo, quando parla della Comunità cristiana, utilizza l’esempio del corpo per spiegare che la Chiesa deve convivere in armonia e in comunione. Vivere e lavorare in comunione è il segno più convincente che Gesù è vivo presente tra noi.

4- Giovanni al vedere i teli e il sudario… “vide e credette”

La risurrezione di Gesù è stata l’evento che ha illuminato la mente e il cuore dei discepoli. Gesù risorto è sorgente di luce, di una luce molto confortante e positiva che ci dona un sguardo nuovo per scoprire i segni concreti che ci parlano della risurrezione di Gesù.

Gesù risorto è sorgente di luce e di vita nuova che deve manifestarsi in segni concreti, ossia nel nostro modo di pensare, di sentire, de agire e di amare vicendevolmente. Se esprimiamo pensieri, sentimenti e azioni nuovi anche noi diventiamo segni vivi e mediatori efficaci del Cristo Risorto.

Il sepolcro vuoto è il segno più evidente che tutti noi dobbiamo essere segni visibili, credibili e significativi di Cristo Risorto, prendendo l’esempio di: Maria di Magdala, Pietro e Giovanni, che furono i primi annunciatori e testimoni della risurrezione del Maestro.

Noi dobbiamo essere…mediatori e portatori della Risurrezione di Gesú. E per essere segni vivibili, credibili e significativi dobbiamo vivere già da “uomini nuovi” mediante una vita rinnovata, essendo annunciatori di parole, atteggiamenti e comportamenti rinnovati.

Noi dobbiamo metterci nella stesa frequenza d’onda della vita dei primi cristiani post pasquale. Il vangelista Luca negli Atti degli Apostoli ci presenta una bella descrizioni di coloro che hanno creduto veramente in Cristo Risorto.

Dice Luca, parlando dei primi cristiani: «erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere» (Att. 2, 42).

Dunque per essere segni visibili, credibili e significativi di Cristo Risorto…dobbiamo:
-       ascoltare e obbedire l’insegnamento del nostro pastore,
-       in unione fraterna di spirito e azione…formando «un cuore solo e un’anima sola» (Att. 4,32)
-       condividendo la frazione del pane attorno ad una unica mensa eucaristica
-       animati dalla preghiera personale e comunitaria.

Questi devono essere i nostri atteggiamenti in questo tempo pasquale perché veramente possiamo diventare segni visibili, credibili e significativi del Cristo Risorto, e proprio da questi segni gli altri possono riconoscere che Gesú è veramente risorto ed è presente nella nostra famiglia e nella nostra comunità parrocchiale.

Essere segno del Cristo Risorto nella famiglia implica costruire un ambiente relazionale nel dialogo, nel rispetto, nella comprensione e nel perdono vicendevole.

Essere segno del Cristo Risorto nella comunità parrocchiale implica assumere un atteggiamento positivo, vivendo con generosità e collaborazione con i bisogni proprio della parrocchia, praticando la carità, l’amore fraterno e la condivisione in comunione di azione e di spirito.

Il Signore è risorto, alleluia! Rallegriamoci ed esultiamo in Lui: impegnandoci ad essere segni visibili, credibili e significativi del Cristo Risorto.