viernes, 24 de diciembre de 2010

Natale: Festa della “Parola” donata e condivisa nella comunione di vita

Il vangelista Giovanni ci presenta il natale di Gesù come Parola e Luce da accogliere e da condividere tra noi. Natale è la comunicazione di Dio tramite la sua Parola incarnata: Gesù di Nazaret.
Oggi siamo immersi nella cosiddetta società dell’informazione e nella cultura della comunicazione. Questi titoli c’indica che veramente il tema della comunicazione e dell'informazione ogni volta svolge un ruolo importante, per non dire, esenziale nella nostra vita e nei nostri rapporti interpersonali e sociali.
In questi giorni siamo stati bombardati con un tipo di comunicazione invadente, seducente e addirittura persuasiva, cioè, la pubblicità: le grande agenzie mediatiche si sono dato da fare per riuscire loro obiettivi: convincerci che la cosa più importante nel Natale è comprare e consumare. Questo sembra il messaggio che ha riverberato in questi ultimi giorni.
Ho trovato questa espressione di un giovane sul internet che diceva al suo amico: «Io so che il Natale è vicino, ma in questa situazione ti domando: Che cosa hai comprato in questo Natale?»

Sarà possibile che questa sia l’unico messaggio che si comunica e si condivide in Natale?

Il vangelo che ci annuncia il Natale di quest’anno è di Giovanni che si apre dicendo: “In principio era il verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” (Gv. 1, 1). Altre traduzioni usano il termine “Parola” invece di Verbo. Il mio interesse è mettere a confronto la Parola di Dio: parola che libera, che salva e che crea comunione è unità; e le nostre parole, che non sempre edifica e crea unione.
Penso che il Natale dovrebbe essere riscoperto come la festa de la Parola donata e condivisa, come l’auto comunicazione di Dio per mezzo della sua PAROLA, cioè, Gesù di Nazaret. Proprio questo è il senso vero del Natale, e per questo oggi siamo qui radunati come comunità. Dio stesso ha voluto mettersi in comunicazione e in relazione con ciascuno di noi, donandosi Lui stesso a ciascuno di noi, perché accogliendo la sua Parola possiamo anche rinnovarci personalmente.
Dio comunicandosi con gli uomini ha voluto condividere con noi il dono della sua vita divina, e la sua PAROLA svela il senso vero della nostra vita. Possiamo dire che la nostra vita soltanto trova senso nell’incontro con Gesù-Parola Incarnata del Padre. Presentare Gesù come Parola del Padre ci mete in un’atmosfera d’incontro, di relazione, di contatto e di comunicazione con Dio stesso. Gesù è l’Emmanuele: è il Dio con Noi, che ci rinnova e ci incoraggia per dare qualità alla nostra vita relazionale.
Possiamo allora interpretare il NATALE come il mistero dell’agire comunicativo de Dio con l’umanità intera e con ciascuno di noi. Vi presento tre sfide che possono diventare allo stesso tempo un impegno da vivere nel nostro piccolo:

-       Ascoltare la Parola di Dio ascoltando agli altri nei suoi bisogni concreti.
-       Accogliere la Parola di Dio accogliendo le parole degli altri con apertura e generosità di cuore.
-       Testimoniare la Parola per rendere credibile che Dio è veramente con noi e in noi.

Gesù PAROLA donata all’umanità ci chiede anche oggi a ciascuno di noi diventare strumento di relazione e di comunione per essere testimoni vivi e credibili di un Dio che si fa presente attraverso noi. Gesù Parola donata del Padre ci spinga anche a noi a donarci generosamente nella comunione di vita.

Sia lodato Gesù Cristo….sempre sia lodato…!!!

sábado, 4 de diciembre de 2010

Convertitevi, perché il Regno di Dio è vicino

Seconda Domenica di Avvento


 "Un germoglio spunterà dal tronco di lesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici"


Introduzione

Inizio la mia riflessione facendo riferimenti alle tre antifone,
-         quella dell’ingresso: Il signore verrà a salvare i popoli…
-         del salmo: Vieni, Signore Re di Giustizia e di pace…
-         e del vangelo: Preparate la via del Signore…


Le tre antifone nel suo insieme ci mette in sintonia allo spirito dell’avvento in generale, e in particolare, al tema di questa seconda settimana di attesa del Signore Gesù.

Una domanda iniziale per impostare meglio la riflessione:

Quale è la forma più accurata di preparare e di attendere la venuta del Signore Gesù?

Il vangelo di questa seconda domenica di avvento ci presenta la figura di Giovanni il Battista, nelle sue parole e vita troviamo qualche chiave di lettura e di interpretazione per rispondere alla nostra domanda iniziale: Come prepararci in questo tempo di attesa?

Vi presento questo itinerario:

1-     Cercare la conversione di mente, di cuore e di azioni.
2-     Rispondere con prontezza all’invito della conversione
3-     Testimoniare con gioia la vita nuova nello spirito di comunione

1-     Per cercare la conversione di mente, di cuore e di azioni dobbiamo prestare attenzioni a:
-         mente: pensieri
-         cuore: sentimenti, affetti, emozioni.
-         Azioni: atteggiamenti, comportamenti (frutti di conversione)

La predicazione di Giovanni aveva come scopo principale il annuncio della vicinanza del Regno dei cieli e di preparare la venuta del Signore Gesù. L’invito alla conversione è indirizzato a “tutti”, ma particolarmente ai farisei e i sadducei, dice il vangelista Matteo, “vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battessimo…”

Perché loro? I farisei e i sadducei credevano che la conversione si trattava di un fatto mentale che non implicava la totalità della persona. Loro si limitavano di compiere i comandamenti della legge e trascuravano i comandamento più principale e importante: la carità verso gli altri (peccatori).

Nella prospettiva dei farisei “la conversione” era qualcosa che riguardava allo formale…ma che non toccava la profondità del cuore. La conversione che annuncia e proclama, addirittura dice Matteo: grida, si tratta di un “invito” al cambio totale e radicale del nostro rapporto con Dio e con gli altri.

La conversione allora, prima di tutto, è ricostruire un rapporto nuovo con Dio e con gli altri.
 
2-     Per rispondere con prontezza all’invito della conversione. Il vangelista Matteo riporta le parole del profeta Isaia come anticipo della missione di Giovanni: “voce di uno che grida nel deserto…”. Nel invito di Giovanni troviamo un annuncio che diventa un’urgenza, in cui non c’è tempo per sprecare e pensare. Convertitevi! È un imperativo non soltanto un “invito”…dobbiamo allora prendere la decisione adesso!

La conversione è anche la nostra risposta generosa alla Grazia di Dio.

3-     E in fine, per testimoniare con gioia la vita nuova nello spirito di comunione, come frutto della nostra conversione possiamo estrarre dalle parole del profeta Isaia della prima lettura. Il profeta ci presenta un mondo di bellezza, armonia e di comunione totale tra: l’uomo e Dio, l’uomo e uomo e l’uomo e natura. La descrizione del profeta ci aiuta a capire che la missione dei cristiani oggi è proprio costruire un mondo umano più bello, pacifico, rispettoso e solidale tra uomo e uomo e tra uomo natura, come espressione della nostra comunione con Dio.

Da questa prospettiva la conversione è ricostruire un nuovo rapporto con Dio, con gli altri e con la natura.

Che la parola e la vita del Battista dirigano i nostri passi sulla via di una conversione profonda, che ci riporti alla radice del nostro vero essere: vivere in comunione profonda e totale.

Sia lodato Gesù Cristo…Sempre sia lodato!!!