viernes, 13 de noviembre de 2009

Mi tesis de Baccalaureato en la Universidad Pontificia Salesiana en Roma - Italia

L’educomunicazione come nuovo campo d’intervento educativo
in ambito scolastico

I risultati concreti

Per comprendere meglio la proposta formativa finale: educare “nella” e “per” la comunicazione “glocale” nell’ambito scolastico, separiamo nelle loro parti essenziali per sottolineare i compiti principali dell’educomunicazione nell’ambiente scolastico:

a) Educare “nella” e “per” la comunicazione”

La formazione allo spirito critico richiede la formazione “nella” e “per” la comunicazione, cioè la preoccupazione per la qualità delle relazioni interpersonali, l’esperienza dialogica, l’interazione e comunicazione educativa nel processo d’insegnamento e di apprendimento. Sottolineamo con insistenza l’importanza dell’educazione “nella” comunicazione, e cioè, quell’ambiente di “meta-comunicazione” (la dimensione relazionale contestuale della stessa comunicazione), facendo appello all’attenzione della qualità della relazione interpersonale nel dialogo educativo. Possiamo insegnare teorie, tecniche, pratiche, esercitazioni sui media e sulle comunicazione più moderne della nostra epoca, ma in un ambiente, con atteggiamenti, comportamenti, espressioni, reazioni, che disdicono e gettano per terra le nostre pie e buone intenzioni.

È evidente la necessità di fortificare l’abilità socio-relazionali degli educatori, migliorare le relazioni interpersonali per aumentare le motivazioni, l’assimilazione, l’atteggiamento in favore della socialità, per creare un ambiente relazionale positivo, in un contesto d’ascolto, in vista di un processo di crescita integrale. Il modo di educare suppone una competenza comunicativa che supera il dominio delle forme di espressione orale, scritta, multimediale, la lettura analitico - critica, la conoscenza dei codici e dei linguaggi mediali.

Quello che stiamo proponendo è la creazione d’un tipo di ambiente reale e paradigmatico di convivenza, dialogo, partecipazione, impegno per la giustizia e solidarietà, per poter suscitare sensibilità e senso d’appartenenza comunitaria, territoriale, sociale, che serva da sorgente e motivo per l’ impegno e l’intercambio delle manifestazioni culturali, al punto di costruire una nuova maniera di vivere con l’altro, cioè un mondo più umano di convivenza solidale in vista di un “nuovo umanesimo”, accompagnato da un discorso etico e politico per garantire l’accesso alla comunicazione come opportunità per realizzare giustizia, libertà e sviluppo economico.

b) Comunicarsi “glocalmente” nell’ambito scolastico.

È una controproposta, a quelli che vogliono “insegnare a pensare globalmente e agire localmente” che forse potrebbe ancora dare troppo aggio al “globale”. Proponiamo un’educazione “nella” e “per” la comunicazione glocale, cioè quella esperienza di comunicazione educativa, inserita in un ambiente determinato, che da importanza al contesto nella dinamica della relazione e dell’interazione comunitaria locale; ma che si integra contemporaneamente all’ambiente ed al contesto globale.

L’attenzione all’ambiente è da sempre una caratteristica propria della tradizione pedagogica, perchè la relazione educativa esiste sempre all’interno d’una situazione di vita. L’educazione “nella” e “per” la comunicazione a partire dall’esperienza concreta è una educazione che dà origine a nuove relazioni simboliche e a nuove espressioni, stimola l’impegno e la convivenza, è un scommessa per un essere sociale comunitario. Questo progetto corrisponde a tutte le agenzie sociali, ma in modo particolare pensiamo che oggi deve essere la missione prioritaria della scuola, cioè, una rinnovata preoccupazione per la formazione delle persone con sensibilità sociale, ecologica e politica, aperta all’urgenza della dinamica globale, con un vivo desiderio d’impegno per una società più giusta, democratica, solidale, equa ed umana.

Oggi risuona con rinnovata forza quella invocazione che fece Paulo Freire, in quanto all’urgenza di una pedagogia di comunicazione fortemente contrassegnata dai valori della solidarietà, fraternità, libertà, responsabilità, relazione di aiuto, con un metodo attivo dialogale e partecipativo, con il quale poter vincere il disamore acritico dell’anti dialogo. Questa maniera di comprendere l’educazione è accompagnata da un forte senso di esperienza di comunità come uno spazio ed ambiente dialogale -ermeneutico.